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Carovigno:
si erge su una collina a 25Km
a nord di Brindisi. La città ha origini
antichissime e il suo nome deriva dal messapico
Carbina. Nel corso dei secoli si sono succeduti
Messapi, Tarantini, Romani, Visigoti, Bizantini,
Longobardi, Normanni, Angioini, Aragonesi,
Veneziani.
Sicuramente da vedere sono
il
castello Dentice di Frasso,
di forma triangolare, con il suo parco. Altri
monumenti interessanti sono il borgo con la sua
cinta muraria,
risalente al XIV -XV secolo, voluto dal
feudatario Raimondo di Balzo Orsini; i resti ben
visibili delle mura di cinta messapiche; la
chiesa Matrice,
dedicata all'Assunta, del XV secolo poi ampliata
nel corso del 1800, la Chiesa di Sant'Angelo e la Chiesa di Sant'Anna
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Festa patronale:
Santa Maria di Belvedere a cui è dedicata oramai
da secoli la battitura della
Nzegna
da parte della famiglia Carlucci in Carovigno.
La Nzegna è una preghiera rivolta alla Madonna
da due sbandieratori, si svolge il Lunedì e
Martedì di Pasqua nel paese e il sabato dopo
invece al
santuario di Belvedere
meta di culto a 3 Km dal centro abitato.
La Nzegna consiste nel lanciare in aria un
bastone con un drappo multicolore (poi divenuto
bandiera) appesantito
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Torre Guaceto:
sulla costa è anche la meravigliosa
oasi ecologica di Torre Guaceto,
dichiarata "zona umida di rilevanza
internazionale", in cui convivono, fianco a
fianco, bosco di latifoglie e macchia
mediterranea. E' il regno di tartarughe,
ramarri, beccaccini, anatre, gabbiani, uccelli
migratori. Vi è l'odore di rosmarino, alloro,
mirto e lentisco.
Guaceto fu abitato fin dalla preistoria: gli
scavi hanno documentato la presenza di un esteso
villaggio databile tra la tarda età del bronzo e
la prima età del ferro.
Il suo nome deriverebbe
dall'arabo Gawsit, che vuol dire "acqua" o
"fiume", per la presenza nell'oasi di acqua
dolce; ha una torre di avvistamento costruita
nel XV secolo per contrastare gli sbarchi dei
Saraceni
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A sette chilometri da Carovigno, sulla costa, è
Santa Sabina,
con una torre di forma stellare, che fu approdo
della Carbina messapica sin dal VII sec. a. C.,
come testimoniano i frammenti ceramici rinvenuti
sui suoi fondali: oggi è
rinomato villaggio turistico.
Il nome deriva molto probabilmente dalla santa
venerata in una delle cripte rupestri del
territorio, nei cui pressi era un villaggio
preistorico, e dal rinvenimento in mare di una
statuetta che la raffigura
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Ostuni:
La “Città bianca” sembra costruita di luce e di bianco e visitarla è un’esperienza indimenticabile:
il panorama mozzafiato sulla valle sottostante e
sul mare azzurro si apre d’un tratto al voltare
di ogni angolo.
Il
centro storico
(rione Terra) è un ordito urbano dal
fascino straordinario che conserva intatta la
struttura medioevale, un labirinto di stradine,
arcate, stretti passaggi contenuti in una
poderosa cinta muraria.
Il bianco labirinto dipinto a calce, da cui il
nome "Città Bianca", è interrotto dalle facciate
colore ocra di antichi palazzi, chiese, conventi
e i fantasiosi portali che esaltano la bellezza
della pietra locale.
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Antica città messapica, conquistata dai Romani,
dei quali restano tracce nell'abitato e nelle
masserie, sorte sui resti di ville romane. Si
pensa sia stata saccheggiata da Annibale e
ricostruita dai coloni greci (ai quali
risalirebbe il caratteristico colore bianco
delle case).
Eletta città d'arte nel 1998, Ostuni, per le sue
bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche,
è meta di coloro i quali apprezzano il binomio
cultura-ambiente: Ostuni, è una città antichissima, con un patrimonio in parte ancora da scoprire
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